La tutela del consumatore, nel nostro ordinamento, trova spazio nel c.d. (codice del consumo) (Art. 64). Il dettato normativo, tra gli altri, da particolare risalto alla tutela in caso di contratti conclusi fuori dai locali commerciali. Classico esempio è l'acquisto tramite televendita, oppure su internet. Sempre alla stessa categoria appartengono i contratti stipulati presso il domicilio del consumatore (nell'ipotesi classica del rappresentante o del venditore porta a porta). In tutti questi casi, il consumatore può recedere dal contratto (“ripensarci”, senza obbligo di motivare tale ripensamento) nel termine di 10 giorni lavorativi. Per i contratti e per le proposte contrattuali a distanza ovvero negoziati fuori dai locali commerciali, il consumatore ha diritto di recedere senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo, entro il termine di dieci giorni lavorativi, salvo quanto stabilito dall'articolo 65, commi 3, 4 e 5.
Il diritto di recesso si esercita con l'invio, entro i termini previsti dal comma 1, di una comunicazione scritta alla sede del professionista mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento. La comunicazione può essere inviata, entro lo stesso termine, anche mediante telegramma, telex, posta elettronica e fax, a condizione che sia confermata mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento entro le quarantotto ore successive; la raccomandata si intende spedita in tempo utile se consegnata all'ufficio postale accettante entro i termini previsti dal codice o dal contratto, ove diversi. L'avviso di ricevimento non e', comunque, condizione essenziale per provare l'esercizio del diritto di recesso.
venerdì 29 gennaio 2010
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